LA DISCARICA
In questa Pagina pubblichiamo gli aggiornamenti sulla situazione della discarica di Via Piombelli che da decenni “impera” in questa parte di Certosa. Negli anni il Comitato di Via Piombelli ha raggiunto importanti obiettivi, visto il degrado che dominava da anni:
-E’ stata chiusa l’area della discarica e resa inaccessibile;
-L’area è stata ripulita e sono stati portati via i bidoni superficiali;
- Sono state realizzate delle perforazioni per la messa in opera di piezometri integrativi di quelli già esistenti e di inclinometri, finalizzati alle attività di monitoraggio periodico rispettivamente delle acque sotterranee e della stabilità del versante
-Sono attualmente in corso le operazioni di monitoraggio dello stato di inquinamento dell’area, dell’acque e della terra.
Ovviamente l’obiettivo è la bonifica, ma sapere se costituisca o meno un rischio per la salute degli abitanti è già molto importante.
APRILE 2013

La Presidente Iole Murruni nei pressi del Rio Maltempo
I soggetti interpellati durante l’istruttoria sono stati: la Regione Liguria, il Comune di Genova, l’ARPAL, l’AMIU, l’ASL 3 e la Provincia di Genova.
La Regione Liguria ha comunicato che “l’Amministrazione competente ad intervenire nell’area in argomento risulta essere in Comune di Genova. A tal fine con un primo decreto del Direttore Generale n. 1287 in data 23/12/2002 è stato assegnato al Comune un contributo per la messa in sicurezza d’emergenza, la progettazione e la realizzazione del Piano di Caratterizzazione. Successivamente con Decreto del Dirigente n.3761 del 23/12/2009 è stato assegnato al Comune un ulteriore finanziamento per il completamento della messa in sicurezza”.
Le risposte fornite, soprattutto dal Comune di Genova, sono interlocutorie e hanno evidenziato una situazione di indagine non ancora conclusa. Sono tuttora in corso di svolgimento le attività di monitoraggio delle acque sotterranee e delle acque superficiali e non solo.
La nota del 19 marzo 2013 il Comune di Genova, Direzione Ambiente Igiene Energia, ha evidenziato che mediante i nuovi piezometri, che hanno integrato la rete di monitoraggio della falda, sono state eseguite due campagne di campionamento e analisi (giugno e ottobre 2012). Gli esiti pervenuti sono sempre stati “conformi alle concentrazioni soglia di contaminazione”. Ulteriore campagna verrà realizzata ad aprile 2013.
Circa l’attività di monitoraggio dell’aria i dati comunicati, emergenti dalle campionature quindicinali sul campo dal 17 luglio 2011 e analisi di laboratorio, affermano che “l’attuale assetto normativo in materia di qualità dell’aria stabilisce per il parametro benzene (l’unico tra le sostanze rilevate, potenzialmente cancerogeno e con limiti normati) un limite massimo di concentrazione pari a 5 µg/mc (sempre ampiamente rispettato), tranne in un campionamento, tra fine aprile ed inizio maggio 2012” (valore pari a 5,34). L’esame dei dati tecnici è ancora al vaglio di Arpal per l’esame tecnico non ancora comunicato.
Riguardo la staticità del sito sono in via di completamento le indagini avviate per controllare le condizioni di stabilità dell’area, per mezzo di 2 sondaggi geognostici attrezzati ad inclinometro. Uno dei due inclinometri ha rilevato uno spostamento (lettura 8/8/2012 pari a circa 1,7 mm in direzione Nordovest; lettura 10/12/12 pari a circa circa 3,5 mm in direzione Nordovest).
La quarta ed ultima lettura (secondo quanto programmato all’atto della richiesta finanziamenti) verrà effettuata nel mese di aprile 2013. E’ stato chiesto ad ARPAL il necessario supporto tecnico per valutare i dati osservati.
Il Comune ha altresì comunicato che la bonifica integrale avrebbe costi molto elevati che resterebbero a carico della collettività essendo stati giudicati non colpevoli i proprietari dell’area.
Un articolo apparso sul Secolo XIX il 2 aprile ha segnalato inoltre la pendenza di un ulteriore contenzioso, questa volta in sede civile, in corso tra i proprietari dell’area e il Comune di Genova, su cui esiti personalmente si esprime qualche perplessità visti i risultati negativi dei precedenti contenziosi penali e amministrativi.
Nella nota della Provincia di Genova, Direzione Ambiente, Ambiti Naturali e Trasporti, si evidenzia che “le azioni svolte fino a questo momento hanno avuto la finalità di indagare sulle condizioni dell’area per definire eventualmente un percorso che vada oltre la messa in sicurezza del sito, non è escluso, infatti, che tale fase possa evolvere in un procedimento più complesso per la valutazione dell’eventuale rischio e la definizione degli interventi destinati ad eliminarlo”.
In data 9 aprile l’intera giunta municipale (la Presidente Iole Murruni, il Vice Presidente Pasquale Costa, gli assessori Mario Vanni e la scrivente) ha incontrato nei pressi della discarica i cittadini del Comitato spontaneo di Via Piombelli.
Nonostante il piovoso pomeriggio è stato possibile visionare lo stato della discarica, finalmente chiusa e inaccessibile, e lo stato del rio Maltempo, purtroppo ancora oggetto di discarica abusiva di rifiuti di ogni genere. Già la primavera scorsa era stata segnalata una carcassa di auto, poi rimossa dalla Polizia Municipale l’autunno scorso.Purtroppo la situazione dell’abbandono di rifiuti è frequente in tutta la Vallata, ma nel caso specifico, la pericolosità della situazione è data dalla tombinatura del rio, già in pessimo stato e che rischia di intasarsi. Il rio inoltre passa sotto il civico 11 di Via Piombelli, prima di proseguire il percorso sotto la Via.

Rifiuti abbandonati sotto il viadotto
Le problematiche complessive del sito, ormai decennali, non sono dunque ancora chiarite in via definitiva, considerate anche le tante controversie giudiziarie, alcune ancora in corso. L’impegno della c.d. società civile, ha portato a qualche risultato dopo decenni di silenzio grazie anche a un’Amministrazione che ha saputo ascoltare, dialogare e sforzarsi per realizzare le messe in sicurezza.
L’attuale monitoraggio del sito, che ha forse smaltito i suoi fumi inquinanti nel corso degli scorsi anni, è un’esigenza imprescindibile anche per la tutela della salute della popolazione.
Una vicenda difficile, una discarica che, con la sua presenza chimica e abusiva, ha scandito e scandisce tuttora la mia vita e quella dei tanti abitanti della zona, con molti spazi ancora ombrosi che rimarranno, purtroppo, tali per sempre.
Patrizia Palermo
MARZO 2012: La trivella nella discarica. Qualche informazione sullo stato di inquinamento
Da qualche giorno nell’area della discarica di Via Piombelli è apparsa una trivella. Vedo e ascolto dal mio balcone le apparecchiature al lavoro. E’ un “canto” piacevole, segno che qualcosa, seppur lentamente, si muove ed è il frutto di tanto lavoro.
Ho dunque personalmente contattato l’assessore Senesi per avere qualche informazione più precisa in merito. Mi ha subito risposto e autorizzato a pubblicare il contenuto della mail che riporto. Le notizie sembrano buone e ciò mi rende felice. Mi riservo, in futuro, di richiedere l’accesso agli atti ufficiali sullo stato di inquinamento non appena le procedure saranno concluse.
“Come anticipato nella nota del Difensore Civico già a sue mani, anche se le indagini finora condotte hanno escluso la contaminazione di acqua ed aria nella zona in cui è presente la discarica, Regione (ARPAL) e Comune hanno deciso, a maggiore salvaguardia dell’incolumità dei residenti nelle vicinanze, di procedere ad una ulteriore fase di controlli ambientali a cura di AMIU. Dal 1 marzo sono quindi iniziate, a cura di un’impresa incaricata da AMIU, le perforazioni per la messa in opera di piezometri integrativi di quelli già esistenti e di inclinometri, finalizzati alle attività di monitoraggio periodico rispettivamente delle acque sotterranee e della stabilità del versante.
Per quanto riguarda invece il monitoraggio dell’aria, a dicembre 2011 AMIU ha comunicato al Comune che a partire dalla metà del mese di luglio aveva effettuato il monitoraggio qualità dell’aria con i campionatori passivi…I risultati dei monitoraggi del primo periodo, da un’analisi ancora in fase di completamento, sembrerebbero del tutto tranquillizzanti.
Resto a sua disposizione per ogni ulteriore delucidazione e le invio cordiali saluti.
L’Assessore alla Città Sostenibile
(ing Carlo Senesi)
(E-mail del 5 marzo 2012)
SETTEMBRE 2011
Con nota prot. 27997 del 9 settembre 2011, pervenuta oggi per conoscenza alla scrivente, l’ARPAL ha dato un riscontro alle istanze del Difensore Civico Regionale. Non sono stati forniti, si spera solo per adesso, dati tecnici. Le attività di monitoraggio dell’aria, delle acque sotterranee e superficiali e dei versamenti sembrano essere ancora in itinere, visto che si parla di “prossima installazione di quattro campionatori passivi e (…) previsione di periodiche misure di campo per quanto riguarda il monitoraggio dell’aria”.
Oltre alla già nota cronistoria del sito che evito di ripetere, appare interessante citare la seguente frase relativa alla situazione igienica della zona: “in termini generali la configurazione attuale del sito (la delimitazione fisica del sito non permette esposizioni di contatto dermico e ingestione del suolo) e gli attuali esiti del monitoraggio in corso (assenza di criticità nelle acque sotterranee, acque superficiali e nei vapori) portano a ritenere che non sussistano condizioni di rischio per i potenziali recettori”.
Si ricorda che la recente recinzione del sito e la messa in sicurezza è avvenuta a seguito delle varie sollecitazioni agli enti preposti presentate dal Comitato a partire dall’inizio 2009. Le ripetute istanze, gli incontri, la denuncia depositata in Procura hanno sortito l’effetto di far destinare appositi stanziamenti per l’espletamento di tali attività (Decreto Regione Liguria 3761 del 23/12/2009). Sicuramente la chiusura dell’area, prima accessibile da chiunque, è stato un passo avanti, così come la messa in opera di attività di monitoraggio, lo smaltimento di manufatti contenenti amianto e la parziale rimozione dei bidoni in superficie (quelli nella foto). Speriamo solo che i futuri dati tecnici emergenti dalle attività di monitoraggio, che intendiamo ottenere anche se saranno necessarie formali istanze, siano effettivamente rassicuranti. Certo non è una bonifica, ma almeno per ora il silenzio è rotto!
AGOSTO 2011
LE VERITA’ ANCORA TROPPO NASCOSTE

il 30 agosto 2011 il Difensore Civico regionale, attivato su iniziativa del Comitato, ha inoltrato una lettera di sollecito all’Arpal (Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente ligure) in merito alla comunicazione dei dati aggiornati sulla situazione igienica e sullo stato di inquinamento della discarica abusiva di rifiuti tossici di Via Piombelli.
Il silenzio dell’Arpal in merito è alquanto fastidioso considerato che si era dichiarata estremamente disponibile a renderci partecipi delle informazioni emergenti dagli attuali rilevamenti.
Purtroppo, nonostante siano trascorsi diversi mesi, sia pendente un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Genova e siano state avanzate ripetutamente formali istanze agli enti preposti (Comune, Municipio, Asl, Arpal) non si è in possesso di alcun riferimento certo sullo stato attuale dell’inquinamento dell’area. Sono stati inoltrati solleciti, si è tentato di contattare i mass media nella speranza, speriamo non disperata, che qualcosa si muova e si possa sapere in merito.
A oltre un anno dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha definito la controversia tra Comune di Genova e i proprietari del terreno su cui è situata la discarica, in merito alla competenza della bonifica, non sappiamo ad oggi se ci sia ancora un pericolo inquinante della nostra salute e delle nostre vite. La situazione è ancora più grave se si considera che la discarica è situata in prossimità di una zona densamente popolata in cui vivono molti bambini, anche in tenera età, come mio figlio. Credo comunque che non sia solo una preoccupazione da madre ma un problema ben più grave di liceità e legittimità, oltre, ovviamente, che di civiltà.
MARZO 2011.
AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE DELLA DISCRICA DI VIA PIOMBELLI: COMUNICAZIONE DELL’ASSESSORE SENESI
“Con riferimento all’area di via Piombelli le fornisco un aggiornamento circa gli interventi ad oggi eseguiti:
1. Con Determinazione Dirigenziale n. 48/2010 del 20/05/10 (esecutiva dal 30/11/10 e già trasmessa con nota del 14/12/10) il Comune di Genova ha affidato incarico ad AMIU SpA per l’esecuzione degli interventi nell’area in oggetto;
2. Tra Giugno e Settembre 2010 sono stati eseguiti alcuni sopralluoghi (alla presenza anche di personale ARPAL) nel corso dei quali è stata definita l’ubicazione dei punti di controllo (piezometri integrativi, inclinometri) ed è stata valutata la possibilità di utilizzare campionamenti passivi, per il monitoraggio dell’aria, in sostituzione delle centraline con campionamento remoto;
3. AMIU nello stesso periodo ha anche provveduto ad eseguire i seguenti interventi:
- prove mediante PID e contatore Geiger, dalle quali non sono emerse criticità a carico della qualità dell’aria;
- pulizia dell’area (decespugliamento e diserbo);
- ripristino della recinzione provvisoria – laddove risultata danneggiata – a suo tempo messa in opera in fase di caratterizzazione;
- smaltimento dei fusti gialli e contenitori di plastica che, in fase di caratterizzazione ed in conformità a quanto previsto dal piano a suo tempo approvato, erano stati depositati su area impermeabilizzata appositamente realizzata;
- rimozione e smaltimento di manufatti in amianto nel frattempo rinvenuti all’interno dell’area;
4. In data 17/12/10 sono stati avviati i lavori per la posa della recinzione definitiva (pannelli montati su new-jersey) lungo il lato sud. I suddetti lavori proseguiranno con la posa della stessa recinzione anche sul lato Est dell’area e dovrebbero terminare entro il mese di febbraio p.v.;
5. Da parte di Amiu SpA, come comunicato con nota del 10 gennaio u.s, è in corso di predisposizione la documentazione per affidare a ditta specializzata i lavori per la realizzazione dei piezometri integrativi e degli inclinometri;
6. Nel frattempo, poiché, durante un sopralluogo svolto con personale ARPAL, è stata ipotizzata, quale migliore posizione, l’ubicazione di un piezometro “di valle” in area chiusa da cancello, sono in corso, dopo che la Polizia Municipale ha svolto i necessari approfondimenti sulla proprietà, le relative richieste di accesso a detta area.
Cordiali saluti.
Carlo Senesi.
CRONISTORIA DI UN DEGRADO
AGOSTO 2009. La discarica di Via Piombelli rappresenta appieno il rischio che si corre nel lasciare che il silenzio si trasformi in accettazione e rassegnazione. La costruzione di due viadotti autostradali, a poca distanza l’ uno dall’ altro, l’ edificazione aggressiva, l’ utilizzo criminale del territorio, reso una discarica, ha trasformato profondamente l’ originaria zona di campagna. Alle aggressioni dell’ uomo non c’ è mai fine, e ci volevano aggiungere anche una Gronda (che altro non è che una camionale, con il suo pesante bagaglio di cemento, inquinamento, disboscamento e altro).Non era possibile accettare che dove prima c’ erano degli orti, che scandivano il susseguirsi delle stagioni, con i frutteti e le vigne, si costruissero altre “dighe”, altre strade di cantiere, altri piloni imponenti.
Ho deciso così di non accettare, e com me molti altri, che hanno firmato le nostre petizioni, tra cui i due promotori Aldo CANEPA e Marisa VOLPI.
Pubblico oggi la cronistoria della discarica, quella che emerge dagli atti ufficiali, che tutte le istituzioni locali ben conoscono, perchè sono già intervenute, ma sono ancora molte le cose da fare. A questo punto le responsabilità di quello scempio personalmente poco importano, ciò che veramente conta è invece che la zona venga recuperata per intero, con interventi di bonifica totale.
STORIA DEL SITO
L’ area dove si trova la discarica è stata artificialmente ricavata colmando una depressione naturale con i detriti provenienti dallo scavo delle gallerie della nuova autostrada Genova-Milano, e tombinando il rivo Maltempo. L’ area, prossima alle abitazioni, a partire probabilmente dagli anni ‘80, è stata utilizzata in modo decisamente improprio e illecito, abbandonandovi rifiuti di varie tipologie, rappresentati prevalentemente da fusti di vernici, rifiuti urbani, scorie di fonderia e loppe di altoforno.
A partire dalla fine degli anni ‘90 gli Enti competenti, (Comune e Polizia Provinciale che ha sottoposto sotto sequestro il sito), hanno rilevato la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti. Hanno così iniziato ad intimare ai proprietari di provvedere alla rimozione dei rifiuti. Tralascio le vertenze legali, ancora pendenti, tra il Comune di Genova e i proprietari, anche se queste sono una causa di rallentamento delle procedure di recupero dell’ area.
INTERVENTI DI BONIFICA E MESSA IN SICUREZZA
Il primo intervento di bonifica è stato affidato all’ Amiu con DGC 11597 del 9/12/1999. Sono state svolte anche alcune indagini ambientali iniziate formalmente il 30 maggio 2000.Inizialmente sembrava che nell’ area fossero sepolti anche materiali esplosivi, ma a seguito dell’ intervento delle autorità Militari, se ne escluse la presenza. Le operazioni si conclusero ufficialmente il 13 aprile 2001. Le operazioni riguardarono solo l’ area sud del sito, di circa 2000 mq. su circa 5500 complessivi.In quell’ occasione furono rimossi 647 fusti metallici interrati, molti dei quali danneggiati, contenenti rifiuti classificabili come pericolosi (solventi e altro) e amianto. A seguito di successivo sopralluogo nel 2003 è emerso che un’ ingente quantità di bidoni semiaffioranti era ancora presente.
Il secondo intervento (messa in sicurezza di emergenza), sempre eseguito dall’ AMIU, è stato realizzato tra fine 2004 e inizio 2005 (D.G.C. 861/2004 del 2/9/2004). Le indagini geoelettriche hanno confermato la presenza di fusti sottoterra.
In detta sede sono state anche regimentate le acque ruscellanti provenienti dal pendio. Dalle indagini analitiche eseguite sono stati rilevati livelli elevati di inquinamento da cadmio, zinco, manganese, cobalto, xileni.Un anno di monitoraggio delle acque del Rio sembra che non abbia rilevato variazioni significative tra monte e valle, indice, secondo l’ Amiu, della scarsa mobilità degli inquinanti. Dopo le rilevazioni l’ Amiu ha provveduto alla movimentazione dei rifiuti superficiali dell’ area, realizzando lo stoccaggio di una parte del materiale inquinato sull’ area di sicurezza, utilizzando appositi fusti plastici di contenimento (zona sud)
.
Nel corso del luglio 2005, a seguito di successivo sopralluogo, da parte degli uffici della Provincia, sono stati rilevati:
-il pessimo stato della tombinatura del Rio;
-il pessimo stato della recinzione del sito;
-lo stato di secca del Rio, in cui è stato prelevato qualche campione di acqua da alcune pozze;
-elevate concentrazioni di metalli pesanti nel terreno;
-la necessità di nuovi rilevamenti nella zona a monte;
- Difficoltà nella bonifica dell’ area per questioni di bilancio finanziario.
Purtroppo, per il Comune di Genova il sito, a seguito degli interventi di bonifica e di messa in sicurezza, non costituirebbe pericolo per l’ ambiente e la salute pubblica e non si ritiene opportuno che si prosegua con interventi di bonifica in un’ area di proprietà privata (nota della seconda metà del 2007).
SITUAZIONE ATTUALE E INTERVENTI PREVISTI
Purtroppo l’ inquinamento diffuso presente nell’ area circostante, sembra dipendere anche dal Viadotto autostradale e dal rimodellamento morfologico, per il quale potrebbe essere stato utilizzato materiale quale smarino proveniente dalle gallerie autostradali e/o scaorie di fonderia (?).
Una ingente quantità di fusti è ancora sotterrata o semiaffiorante (soprattutto nella zona nord, dove non sembra che siano state eseguite rilevazioni recenti nè interventi di bonifica, concetrati nell’ area sud).
Gli unici interventi previsti (negli atti del 2007) sono una recinzione e la rimozione dei rifiuti superficili contenenti morchie di vernici attualmente stoccati nella parte impermeabilizzata. In merito alla prima, ancora da realizzare, per alcuni periodi il Comune pensava di soprassedere vista la folta vegetazione, che costituirebbe da sola una barriera all’ accesso. Gli altri Enti coinvolti (Regione, Provincia e Arpal) hanno invece insistito sulla necessità della recinzione, visto che l’ area è da bonificare.
POSIZIONE DEL COMITATO
Da inizio 2009 il Comitato ha richiesto che l’ area venga bonificata. Mancano inoltre dati recenti sullo stato di inquinamento, soprattutto della zona nord, dove carcasse di fusti arrugginiti sono visibili ovunque (oltre a quelli presenti sottoterra). L’ area è liberamente accessibile da chiunque e manca qualunque segnalazione. Il Comune ha risposto che gli unici interventi previsti sono quelli di recinzione e di smaltimento dei pochi fusti esistenti sopra l’ area impermeabilizzata. Credo che sia troppo poco. Abbiamo così deciso di chiedere alla Regione la possibilità di uno stanziamento perchè l’ area venga totalmente bonificata.Il sito internet è stato creato anche per dare visibilità, oltre che alle altre iniziative del Comitato e alla storia e tradizioni della Via, anche e soprattutto per illustrare la situazione dell’ area della discarica, che rischia di essere lasciata nello stato attuale ancora per decenni. La presenza di foto, video e sitografia ha proprio l’ obiettivo di non far dimenticare a nessuno cosa continua ad esserci in Via Piombelli tra le case.
Giace sempre in Procura un nostro esposto di oltre sessanta pagine.(Agosto 2009)
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Genova “tossica”, la discarica dei veleni in Via Piombelli
Origine: http://www.casadellalegalita.org
Casa della Legalit� e della Cultura – Onlus – sito ufficiale
questo l’indirizzo dell’ultimo video della discarica girato 20 giorni fa
http://www.youtube.com/watch?v=AuTysERsD9o